Chi era Matteo Salvatore
Era un uomo assolutamente fuori dal comune. Cantautore famoso, ha vissuto una giovinezza di miseria e di analfabetismo, riscattandosi poi con la dolcezza della sua chitarra e la forza poetica delle sue parole. Un riscatto accompagnato da mille straordinarie follie, poiché Matteo Salvatore era uomo che sfuggiva a ogni regola e a ogni legge, arguto e imprevedibile come ogni lazzarone, geniale e sregolato come un vero artista, ruffiano e incantatore come ogni uomo destinato al successo.
Matteo Salvatore, nato nel 1925 ad Apricena, paese di confine tra Gargano e
Tavoliere, morto a Foggia il 27.08.2005, non ricorre esplicitamente ad alcuna
tradizione: inventa un nuovo stile, staccandosi da qualunque passato e
anticipando la generazione dei grandi cantautori italiani che riconoscono nel
cantastorie pugliese il loro maestro.
Egli ha trovato parole di
struggente poesia e ha suonato, anzi arpeggiato, la chitarra divinamente,
componendo stupende melodie. Arte imparata da bambino da un mitico
ultracentenario musicista cieco: un'arte, dunque, che gli arriva direttamente
dall'Ottocento.
Italo Calvino ha detto che le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora
inventare. La poesia di Matteo non è solo moto dell'animo, ma, pur nella non
conoscenza delle regole, è anche sapiente e raffinata capacità di piegare la sua
lingua alle necessità del verseggiare, con genio, passione ed ironia.
(dalle scritto di Raffaele Vescera- editing " Matteo Salvatore la luna aggira
il mondo autobiografia raccontata ad Angelo Cavallo"- Stampa Alternativa - )
|