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La mission del Premio

è quella di operare per la promozione della musica popolare d’autore offrendo spazio e visibilità a tutti quei talenti che, facendo riferimento alle tradizioni popolari, rendono onore alla carriera e al genio di Matteo Salvatore. Voci fuori dal coro, appunto.

Il Premio è suddiviso in tre sezioni:
  • Premio "Argot" riservato agli artisti che, per le loro composizioni, utilizzano il dialetto della terra di origine;
  • Premio "Radici" riservato agli artisti che si ispirano alla cultura e alle tradizioni della terra di origine;
  • Premio "Opera" riservato agli artisti che dedicano un lavoro discografico alle “ballate” di Matteo Salvatore.
 

Prima edizione 2005   



Organizzato da:
Associazione SUONI DAL MONDO – Club MATTEO SALVATORE
Con il patrocinio di:
REGIONE PUGLIA - Presidenza del Consiglio - PROVINCIA DI FOGGIA-COMUNE DI FOGGIA assessorato alla cultura -COMUNE DI APRICENA-COMUNE DI VIESTE
In collaborazione con:
Club Tenco-Taranta Power-Gruppo Operatori Culturali Confcommercio-Radionorba-settimanale Viveur

I PREMI

Premio Matteo Salvatore "Argot":
Enzo Del Re cantastorie e corpofonista di Mola di Bari
Motivazione:
Per aver saputo conservare la purezza di stile nel corso della sua lunga carriera, per aver cantato in pugliese (dialetto “molese”) le sue liriche a sfondo sociale
Premio Matteo Salvatore "Radici":
Giorgio Conte musicista, cantautore e poeta di Asti
Motivazione:
Per essersi ispirato alla cultura popolare e contadina, per aver dato fondo alle tradizioni e alle influenze del suo popolo utilizzandole per le opere incise nel corso della carriera
Premio Matteo Salvatore "Opera":
Eugenio Bennato cantautore, cantastorie ed esploratore musicale di Napoli
Motivazione:
Per aver divulgato nel mondo la figura di Matteo Salvatore, per averlo omaggiato con l’opera “Sinfonia per Matteo Salvatore"
LE TARGHE
Targa Matteo Salvatore:
Enrico De Angelis
Motivazione:
Per aver riconosciuto nel 1978 il talento e il patrimonio artistico del cantastorie pugliese. Per la complicità solida e intensa concretizzata nella sua collaborazione, utile alla istituzione e alla nascita del Premio Matteo Salvatore
Targa Matteo Salvatore:
Daniele Trevisi e Nicola Morisco
Motivazione:
Per l’omaggio reso al maestro con il documentario video “Il Banditore”
   
A Foggia. La leggenda del cantastorie solitario
Eugenio Bennato, Conte e Del Re premiati nel ricordo di Matteo Salvatore
Un albero di ulivo, il corno da banditore e la chitarra, tre simboli «poveri» per ricordare un uomo grande, più di quella gigantografia con il suo volto che domina il palco. Matteo Salvatore, il cantastorie di Apricena morto in agosto a 80 anni, vive nell'avvolgente sinfonia che gli ha dedicato Eugenio Bennato, nelle parole commosse della figlia Margherita («Grazie al suo pubblico sto comprendendo che se in vita mio padre mi ha dato poco, ora mi sta dando tantissimo»), nella gioia di centinaia di giovani che ballano al ritmo di Lu' soprastande.
E' pieno come un uovo il Teatro del Fuoco, dove l'agente di Matteo, Angelo Cavallo e il Club Tenco (con Regione, Provincia, Comuni di Foggia, Apricena e Vieste) hanno voluto premiare tre voci fuori dal coro, proprio come Matteo: il cantastorie di Mola di Bari, Enzo Del Re, che suona una sedia, il cantautore Giorgio Conte (fratello di Paolo), trascinatore ironico e confidenziale, ed Eugenio Bennato appunto, un pezzo di storia del folk, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Musica Nova, alle tante collaborazioni con ensemble come la foggiana Suoni dal Sud che ha dato colore e calore alla sinfonia, insieme alle voci dell'Arlesiana Chorus Ensemble. E proprio sulla consegna del premio a Bennato, il presidente del Consiglio regionale Piero Pepe ha fatto l'ennesima ammenda per le istituzioni, lontane dai tanti Matteo Salvatore che rischiano di finire una lunga carriera (e anche vita) in povertà. Ma se gli acciacchi hanno spento la voce querula e ribelle del cantante-banditore Matteo, il suo messaggio di spirito libero, di uomo schietto al punto da risultare disarmante, rivive nel documentario Il banditore di Nicola Morisco e Daniele Trevisi, nei tanti dischi, locandine, cassette, cartoline, raccolti dall'etnomusicologo Rocco Forte ed esposti in una bella mostra al Museo civico di Foggia. E non solo. Anche il blasonato Club Tenco, coorganizzatore del Premio, ha conservato un ricordo speciale di Matteo Salvatore: il dépliant con l'elenco e alcune strofe delle canzoni che il cantastorie scomparso eseguì al Club nel 1978. E' stato il direttore artistico Enrico De Angelis a fare omaggio del prezioso ricordo al Club Matteo Salvatore, che raccoglie gli amici più cari, come il vocalist della Nuova Orchestra della Taverna del Gufo, Ninni Maina, sempre accanto a Matteo nei momenti più difficili. Ma le avversità, come accade alle persone che ne hanno visto tante nella vita (e Salvatore e ha cantato in cento ballate la sua esperienza della fame e della miseria), non facevano che restituire, ogni volta, un Matteo Salvatore più forte, che dal palco riceveva ogni sera una nuova dose di Gerovital.
Anna Langone - 21/11/2005 – Gazzetta del Mezzogiorno